La lavorazione meccanica di materiali diversi produce trucioli con caratteristiche altrettanto differenti: forma, dimensioni, consistenza e comportamento dipendono dalla materia prima e dal processo utilizzato. Approfondiamo insieme l’argomento.
Quali sono le tipologie di truciolo
Nel momento in cui una macchina utensile asporta materiale da un pezzo, il risultato non assume sempre la stessa forma. Il truciolo cambia infatti in base alla durezza della lega, alla velocità di lavorazione, alla geometria dell’utensile e alle condizioni in cui avviene il taglio.
Truciolo continuo
Tra le tipologie più comuni troviamo il truciolo continuo, che si sviluppa in una lunga spirale durante la lavorazione di materiali relativamente duttili: acciaio dolce, rame e alcune leghe di alluminio possono produrre questo tipo di residuo, soprattutto quando le condizioni di taglio favoriscono una deformazione regolare del materiale. La sua lunghezza può però creare qualche difficoltà nella gestione, perché il truciolo tende ad avvolgersi intorno all’utensile o ad altre parti della macchina.
Truciolo discontinuo
Il truciolo discontinuo, invece, si spezza in frammenti più corti. Questo comportamento compare spesso durante la lavorazione di materiali più fragili, come alcune ghise, oppure quando determinate condizioni di taglio favoriscono la rottura del materiale. I frammenti risultano generalmente più semplici da raccogliere, anche se possono creare una quantità significativa di residui distribuiti nell’area di lavoro.
Truciolo segmentato
Esiste poi il truciolo segmentato, che presenta una struttura intermedia. Il materiale si separa in segmenti successivi, mantenendo però una certa continuità. Alcune leghe particolarmente dure o lavorazioni effettuate ad alte velocità possono generare questa configurazione.
Gestione dei materiali
Ogni materiale richiede una gestione adeguata anche nella fase successiva alla lavorazione. Per esempio, un trasportatore trucioli a coclea che può trattare ogni tipologia di residuo offre una soluzione particolarmente interessante quando la produzione genera materiali differenti e l’azienda vuole convogliarli in modo continuo verso le successive fasi di raccolta. La scelta del sistema deve comunque tenere conto delle caratteristiche effettive dei trucioli e delle esigenze della linea produttiva.
Oltremodo la presenza di lubrorefrigeranti può modificare la gestione. I trucioli potrebbero, infatti, uscire dalla macchina insieme ai fluidi utilizzati durante la lavorazione e richiedere una separazione prima del recupero o dello smaltimento.

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